29 Novembre 2002. Siamo alla vigilia di Alla Faccia del Parmesan: prima proposta della bancarella dei viaggi di antoniotombolini.com. 27 fans del Parmigiano Reggiano più buono del mondo, della sua terra, della sua storia, si ritroveranno a Serramazzoni, 40 km. da Modena, sull'appenino emiliano. All'ultimo momento Antonio Tombolini ha ricevuto una mail di Giuseppe Trisciuzzi dell' Azienda Vitivinicola Bonfiglio di Monteveglio in provincia di Bologna, che ha invitato i partecipanti al viaggio ad unirsi a lui per assaggiare Pignoletto Superiore 2001, premiato con il "Sole" di Gino Veronelli, Barbera e Cabernet Sauvignon a volontà. La rubrica del TG2 Si viaggiare e la tv: StudioModena, seguiranno il viaggio. Dovremmo divertirci!

Michele Perinotti. Di solito è più magro!
Nel mercato di antoniotombolini.com, apre la seconda bancarella. E' quella di Michele Perinotti e de Gli Aironi. Michele vende riso e biscotti. Ottimo riso e ottimi biscotti.
28 Novembre 2002. Antonio Tombolini ha inviato alle 15.14 questo messaggio alla sua mailing list:
Ci siamo, nella piazza antoniotombolini.com cominciano a prendere posto per benino anche le bancarelle del mercato. Mentre scrivo la piu' rapida e' stata Marina, di Avant de Dormir, e dalla sua bancarella si possono gia' comprare le *poesie in forma di t-shirt di Köbi. Dai un'occhiata, fai un giro al mercato: le bancarelle apriranno una dopo l'altra! A presto, Antonio Tombolini.
Per comprendere cosa significhi il Mercato nel progetto della Piazza di antoniotombolini.com, copio e incollo l'intervista che Antonio ha rilasciato Martedi scorso a Davide Bernieri di Bargiornale. E' MOLTO INTERESSANTE, un po' lunga e insolita per Bargiornale, dove la vedremo (probabilmente non per intero), a Gennaio 2003.

Il nuovo logo di Bargiornale.it
BG. - In che modo prevede di sviluppare il progetto di antoniotombolini.com?
AT. - Il modello" di AntonioTombolini.com non e' piu' la bottega, ma *la piazza*. Il sito sara' la piazza, la mia piazza, e l'architettura del sito (che e' per ora un cantiere aperto, ma che in qualche misura lo sara' sempre) sara' ispirata dal concetto di piazza: una piazza, al contrario di una bottega, non ha un ingresso, non ha muri, non e' isolata dal resto dello spazio, ma è aperta, e' collegata e connessa con le vie che portano verso di essa e fuori di essa. La piazza accoglie piu' cose e persone, accomunate dall'interesse di essere li' insieme: per passeggiare, chiacchierare, discutere, comprare, vendere, mangiare, leggere...
Per questo AntonioTombolini.com non sara' costruito (come in genere i siti di ecommerce) per "catturare" il visitatore che, una volta dentro, viene "costretto" a non uscire piu'. Anzi: la piazza sara' aperta ai "vicini", e privilegera' le connessioni e il concetto di rete, nella maniera piu' ampia possibile.
Nella piazza ci saranno luoghi di discussioni, sedi virtuali di associazioni no profit, spazi di espressione individuale (anche culturale e artistica). E, come in ogni bella piazza del nostro Rinascimento, ci sara' anche il mercato: il mercato nella piazza che avra' come modello non la bottega ma LA BANCARELLA, non il bottegaio, ma IL MERCANTE "AMBULANTE", quello che va in piazza, tra la gente, e con questa si confronta.
Il sottoscritto non sara' piu' in quest'ottica un selezionatore di *prodotti*, ma un selezionatore di *produttori*: alla ricerca cioe' di *persone di qualita'* disponibili a "mettersi in gioco" online, nella piazza, a entrare in dialogo diretto con visitatori clienti e curiosi, disponibili cioe' a "gestire" la propria bancarella in prima persona, utilizzando la tecnologia che io e il mio team metteremo a loro disposizione per poter "usare" internet senza alcuna necessita' di conoscere linguaggi di programmazione o di avere competenze informatiche.
BG. - Leggendo nel sito, lei parla di "Commercio Umanizzato". Mi può chiarire questo concetto? Come potrà conciliare l'attenzione sul prodotto e sul apporto col cliente/utente/amico?
AT. - Si tratta di una vera e propria inversione tra mezzi e fini. Da poco piu' di un secolo siamo abituati ed educati a pensare che il profitto sia il fine, lo scopo del commercio, e a volte della vita, in quanto parametro del successo. Tutto il resto (il marketing) diviene un mezzo per raggiungere questo scopo. Perfino le opere di carita' vengono strumentalizzate a questo scopo: le strategie di marketing piu' moderne sanno infatti che per vendere di piu' occorre "apparire buoni" e raccomandano alle aziende di fare azioni di beneficienza, naturalmente dando alla cosa la maggiore pubblicita' possibile. La chiamo la Sindrome da Emergency (l'associazione che sta facendo il pieno in Italia grazie a questa tendenza). Trovo che sia quanto di piu' disdicevole ci possa essere. l mio pensiero e' che in rete, online, tutto questo non funziona. Umanizzare il commercio significa ricordarsi che il commercio e' uno dei momenti della vita, uno dei tanti modi di essere in relazione con gli altri: non e' l'unico, ne' tantomeno il fine della vita.
Semmai vale il contrario: vendere e comprare puo' essere uno "strumento" per l'instaurarsi di esperienze umanamente ricche e significative. Credo che Internet sia innanzitutto questo: un luogo dove cercare relazioni interpersonali autentiche. I luoghi vivi della rete sono quelli in cui accade questo. La rete puo' fare a meno del business, del commercio. Ma se il commercio vuole avere a che fare con la rete, non puo' che ripensarsi nei termini "umanistici" che ho detto.
BG. - Gerd Gerken, tratteggia un futuro della rete in cui la gran parte dei contenuti saranno sviluppati dagli user e alle aziende non rimarrà che creare dei contenitori (lui li chiama i grandi portali lifestyle) di cui gli utenti saranno gli sviluppatori. Questo concetto è alla base di antoniotombolini.com?
AT. - Concordo pienamente con Gerken cui va riconosciuta la lungimiranza di aver parlato per primo, e da tempo, di un "addio al marketing". I contenuti vengono sviluppati dagli user, spontaneamente, semplicemente perche' la rete e' un luogo di espressione di se' e di dialogo e confronto che non ha uguali in termini di liberta' economicita' e accessibilita'. Le aziende dovranno (se vorranno) creare luoghi, creare le proprie piazze, ma con l'avvertenza che se non le creano loro, gli user provvederanno da se' in qualche altro modo, e che per motivare gli user a esprimersi nella propria piazza piuttosto che altrove i trucchetti del marketing del tipo ricchi premi e cotillon non servono a niente: chi naviga va dove c'e' cio' che gli interessa, dove c'e' chi gli sta a cuore, dove c'e' autenticita'.
Per questo non concordo con Gerken quando traduce i "contenitori" in termini di "grandi portali lifestyle". Non concordo sul "grandi", perche' invece la tendenza e' ai luoghi e ai siti "piccoli" (sono questi a essere vivi, non i grandi portali, tanto meno quelli aziendali: basta dare un'occhiata agli accessi di AntonioTombolini.com, disponibili qui e confrontarli con qualche portalone per rendersene conto...).
Non sono d'accordo col termine "portali": si tratta di creare piazze, luoghi d'incontro, spazi di espressione, e non "portali" che facciano da guida alla navigazione. Non sono d'accordo col termine "lifestyle": e' un termine vecchio, che risente ancora di un approccio marketing, che parla di "segmentazione", di gruppi di stili di vita... tutto cio' in rete non serve, anzi: non c'e' piu'. Si va in rete nudi, quasi "nuovi", e in maniera del tutto individuale. Le abituali segmentazioni, anche le piu' sofisticate in termini di stili di vita, non servono piu'.
Si va in piazza, se e' una bella piazza. Se c'e' spazio per incontrare persone, per parlare e ascoltare, per dire la propria opinione e ascoltare quella altrui, per prendere un caffe', per guardare le vetrine, per comprare qualcosa di buono, perche' no. Ma tutto, per vivere meglio con gli altri, e sperimentare un modo diverso e migliore di essere con gli altri, anche nella relazione commerciale. Questo vorrebbe essere antoniotombolini.com
BG. - Mi può descrivere il suo progetto di Enoscambio? (complimenti per il logo è geniale) Da quali esigenze pratiche ha preso l'avvio e quali dimensioni ritiene possa raggiungere?

Il logo di Enoscambio
AT. - Riguardo alle esigenze, sono quelle che esprimo nella pagina di presentazione qui, quanto alle dimensioni... non ne ho la piu' pallida idea! :-) Magari fra due o tre mesi potrei saperne di piu'!
26 Novembre 2002. Badafrà: vignettista in pectore di Magazzino: Rivista di cultura e generi alimentari, la futura rivista di antoniotombolini.com, mi invia questa vignetta su Enoscambio.

La vignetta su Enoscambio di Badafrà
25 Novembre 2002. Con questo messaggio postato nel Forum di antoniotombolini.com Luigi Passerino annuncia l'imminente apertura di una bancarella dedicata al libro d'autore.
8:53:28 PM
|
|