In attesa degli sviluppi in Medio Oriente, le grandi compagnie petrolifere stanno aumentando la loro presenza in una nuova area strategica: il Golfo di Guinea. La zona dell'Africa Occidentale è ricchissima di petrolio e gas naturale, e permetterà di dimezzare i costi di trasporto verso gli USA. E' curioso (e triste) notare che - come per il Golfo Persico - anche qui si delineano scenari già visti:
- Gli Stati 'petroliferi' sono in genere guidati da dittatori (definiti 'ruthless' dagli Stati Uniti)
- Le enormi somme di denaro che arrivano come diritti di sfruttamento vanno solo in minima parte ad arricchire il paese e le popolazioni indigenti (vedi Nigeria); il grosso finisce su conti off-shore intestati ai capi dei vari regimi. Un Vice Ministro della Guinea Equatoriale spenderà un pò di soldi per asfaltare la strada dall'aereoporto alla capitale, tanto per impressionare i ricchi visitatori!
- Già si parla di aprire basi militari USA nella zona per proteggere il flusso di petrolio e di gas: sembra che stiano per iniziare i lavori per una base navale a Sao Tome.
- I diritti umani delle popolazioni di queste zone sono inesistenti.
Dunque, mentre nei prossimi anni assisteremo ad una 'riorganizzazione' del Golfo Persico, un nuovo Golfo verrà creato; dittature, fiumi di denaro, corruzione dilagante, guerre, petrolio, diritti umani violati, ricchezza e povertà.....gli stessi eterni ingredienti, la stessa formula, gli stessi pericoli, le stesse guerre.......certo l'energia ci serve (la compriamo e paghiamo tutti i giorni, ricordiamocene): ma se errare è umano, perseverare è veramente soltanto diabolico?
2:38:39 AM
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