Incontro alla Moschea.
Non sono simpatizzante del partito radicale, e spesso non condivido molte sue manifestazioni eccessive e plateali, ma mi trovo perfettamente in sintonia col contenuto di questa newsletter arrivata stamattina nella mia casella di posta. Non sono a Roma, e non potrò partecipare, ma penso di fare una cosa giusta nel pubblicizzare l'iniziativa e le motivazioni che l'hanno promossa.
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RADICALI. DOMANI, 11 SETTEMBRE, ALLE 11, APPUNTAMENTO ALLA MOSCHEA Conferenza stampa con la partecipazione di Shayk Abdul Hadi Palazzi, Segretario dell'Associazione Musulmani Italiani
SIAMO ISLAMICI ANCHE NOI: DEMOCRATICI, LAICI, NONVIOLENTI
- Far conoscere la libertà e la democrazia a chi è costretto ad ignorarle. - Sradicare i regimi dittatoriali che opprimono milioni di donne e di uomini. - Sconfiggere il razzismo anti-arabo e anti-islamico.
Un appuntamento e un invito: venite, domattina alle 11, alla Moschea di Roma, ed esponete, dalla finestra di casa, la bandiera degli Stati Uniti d 'America
Su questo, Daniele Capezzone, Segretario di Radicali italiani, ha dichiarato:
Un anno fa, dopo l'abbattimento delle Twin Towers, decidemmo subito di uscire in strada con le bandiere americane, di stringerci idealmente agli Stati Uniti, e insieme di stringere noi stessi a quei simboli di libertà e di democrazia: così, ci ritrovammo a Via Veneto, a Roma, davanti all' ambasciata Usa. Poi, qualche giorno dopo, mentre tanti "pacifisti", tra Perugia e Assisi, erano impegnati a bruciare le bandiere americane, noi tornammo ad alzarle, e ci recammo a pochi chilometri di distanza, presso il cimitero angloamericano di Rivotorto, per ricordare ed onorare i giovani caduti per garantire libertà e democrazia anche ad Agnoletto, a Casarini e ai bruciatori di bandiere a stelle e strisce.
Per questo, e per molto altro, domani saremo di nuovo al nostro posto. In tante città d'Italia, i militanti radicali manifesteranno dinanzi ai consolati americani, mentre rivolgiamo un caldo invito a tutti i cittadini affinché decidano di esporre alle finestre delle loro case la bandiera degli Stati Uniti d'America, ed osservino, ovunque si trovino, un minuto di silenzio, alle ore 14.46, inizio dell'attacco terroristico al World Trade Center.
Ma il nostro posto, oggi, sarà anche un altro. A Roma, alle 11, tanti radicali, insieme agli amici islamici guidati da Shayk Abdul Hadi Palazzi e ai fratelli ebrei, si recheranno presso la Moschea. Insieme: con le bandiere gandhiane della nonviolenza, quelle con la mezzaluna, quelle con la Stella di Davide, oltre naturalmente a quelle americane a stelle e strisce. In nome di quella democrazia e di quella libertà che i paesi arabi, oppressi dai loro regimi, sono costretti ad ignorare.
Non si può lasciare il campo alla linea "pacifista" antiamericana (quella di Sciuscià, quella dei santoriani pronti a difendere intercambiabilmente Saddam, Milosevic e Bin Laden), e neppure rischiare che ad essa si contrapponga una "linea Fallaci" sbagliata e pericolosa. Se si confonde Al Qaida con "l'occhio cattivo" dell'immigrato extracomunitario, si innesca un cortocircuito che avvelena le coscienze.
Allora, appuntamento alle 11 dinanzi alla Moschea di Roma, per battere quella cultura e quella politica europee ed occidentali, animate da un profondo razzismo anti-arabo e anti-islamico, che sostengono e promuovono da decenni dittature efferate, privando milioni di donne e di uomini di ciò di cui avrebbero più bisogno, e che nulla simboleggia più e meglio delle bandiere americane: libertà e democrazia.
+++ Inserzione a pagamento su Il Foglio del 11/9/2002 +++ < http://www.radicali.it/pdf/foglio_20020911.pdf >
11:47:28 AM
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