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A cosa servono i parchi?
Parco = tutela dell’ambiente + sviluppo economico
Siamo da sempre abituati a considerare vera questa equazione. Anch’io ne ero convinto fino a qualche tempo fa, ma…
Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini nasce nel 1993 tra l’entusiasmo dei molti appassionati (me compreso): era finalmente fugata la minaccia dell’invasione del cemento anche da questo piccolo angolo di Paradiso. L’ente Parco si sarebbe fatto carico della salvaguardia dell’ambiente, della divulgazione delle più elementari regole di comportamento in montagna, della sistemazione e manutenzione dei molti sentieri escursionistici, dello sviluppo del turismo, nel rispetto e valorizzazione delle tradizioni locali.
I Monti Sibillini nella nebbia
A distanza di 10 anni, non solo i sentieri sono rimasti abbandonati a se stessi (o alla buona volontà dei vari escursionisti), ma niente è stato fatto per la cura dell’ambiente (ad esempio per limitare il flusso di auto); in compenso i vari operatori turistici hanno cominciato a pressare gli amministratori locali e del Parco per un maggiore sviluppo economico, tanto da sostituire l’equazione iniziale con la più aggiornata
Parco + operatori turistici = interessi economici
E la tutela dell’ambiente? Nell’equazione non è compresa, annullata dall’elemento “operatori turistici”. E in questo nuovo scenario, i vari personaggi di spicco non solo ignorano l’ambiente, ma non si rendono conto neppure di andare in direzioni anti-economiche.
L’esempio più lampante.
Nel comprensorio dei Monti Sibillini ci sono almeno cinque stazioni sciistiche di un certo rilievo, che da qualche anno soffrono per mancanza di neve, tanto che gli appassionati marchigiani sono costretti ad “emigrare” in Abruzzo. Sapete quale illuminata soluzione è stata prospettata (ed anche finanziata) dalla Regione Marche, e silenziosamente appoggiata dall'Ente Parco? Impianti di innevamento artificiale! Ora non sto a dilungarmi sui possibili effetti deleteri per l’ecosistema, ma sugli effetti “economici” due parole le voglio spendere: sì, perché i cosiddetti “cannoni sparaneve” qualche soldino dovranno pure costare… e per cosa? Per innevare i campi da sci? Ma non facciamo ridere. Tutti coloro che vanno anche saltuariamente e distrattamente in montagna sanno che per poter funzionare i “cannoni” hanno bisogno di temperature sotto lo zero, e tutti coloro che vanno anche saltuariamente e distrattamente sui Monti Sibillini sanno che d’inverno, di solito, nevica normalmente, ma chissà perché, da qualche anno, alle nevicate seguono intere settimane di scirocco, e con lo scirocco… ritorna il verde sui campi, e non si potrebbe certo "sparare" la neve artificiale!
Morale. Io credo che qualcuno abbia già cercato di spiegarlo ai vari amministratori, per cui le cose sono due: - o sono talmente ottusi da non capire; - o hanno capito benissimo, ma vi sono altri interessi più o meno occulti che prevalgono (utilizzo dei fondi europei?). Per il momento c'è l'opposizione del wwf e di qualche altro gruppo ambientalista, ma temo non basti. Ci vorrebbe una maggiore mobilitazione, ma la gente non è informata: ecco, io provo almeno a divulgare i termini del problema, sperando di smuovere qualcosa. Vi farò sapere come va a finire. |