Updated: 4/3/03; 8:56:59 PM.
Carmelo's Osteria
...a blog of living with Food and Wine:
appetitosamente Carmelo
        

Saturday, January 4, 2003

Sono nato nel 1945 il mese di Novembre. Era appena finita la guerra. Mio padre era un operaio civile dell'Areonautica militare. In quel periodo le 'aereobrigate' erano use a trasferimenti. E anche noi della famiglia seguivamo nostro padre; Borgonovo Val Tidone (Piacenza), Vicenza, e poi Riccione sulla Costa Romagnola. A picture named carmello.jpg

I miei genitori erano di origini meridionali, esattamente del Salento, terra di contadini, paesi di cultura agricola, famiglie numerose. I miei nonni procrearono 12 figli tra maschi e femmine.

I primi ricordi conviviali, legati al cibo, sono quelli di quando avevo circa tre anni. Il primo ricordo in assoluto sono io seduto su un vasetto a fare la "pupu" e mia zia maria che mi controllava, o meglio che controllava il cuntenuto del vasetto.

"Ci sono i vermi" gridò.

Non ho ricordo di null'altro riguardo quel periodo a Borgonovo, se non mio padre che sdraiato su una cassapanca mi invitava a tirargli i denti rimasti con unio spago dato che era soggetto alla piorrea e quindi i denti sarebbero caduti lo stesso .

I ricordi legati al cibo quindi erano tutti qui: la fine e un mezzo (i denti). Non ho ricordi di tavole imbandite stracolmi di ogni ben di dio.

All'eta di 5 anni ci trasferimmo a Vicenza.

Il primo ricordo legato al cibo è quello di un albero di Natale a cui erano appesi dei comuni biscotti secchi. Mi veniva l'acquolino in bocca. I Wofer (biscotti friabili farciti di crema e /o cioccolato erano il massimo. A casa di amici non vedevo l'ora in cui ci offrivano i biscotti:i Wafer erano il mio obbiettivo.

I primi ricordi della convivialità sono di quando, per il periodo estivo, papà ci spediva da mio nonno paterno. Si mangiava tre volte al giorno.

Ma non era tanto il mangiare, era tutto il restoche era magnifico. Tutte le donne erano coinvolte, con mia nonna che dettava tempi e modalità. Acqua e sale: il pane raffermobagnato con acqua sale grosso, pomodorini aspicchi, abbondante olio (quello fatto in casa con le proprie olive). Uva, fichi, fichi d'India, noci, mandorlemeloni, mele, pere, tuitta frutta del proprio orto; e q uesto la mattina).

Poi tutti fuori:le pulizie.

Noi bambini avevamo l'incarico di andare alla fontana a prendere l'acqua, d'estate, quaranta gradi all'ombra.

A casa intanto si incomonciava a fare la pasta a mano; mio nonno arrivava con la spesa alle nove in punto consegnando il "malloppo" nelle mani di mia nonna. Essendo unica guardia del paese era facile in tutti i sensi per lui fare la spesa: era rispettato e stimato, tutti gli volevano bene; i prodotti più buoni erano per lui, alcuni erano anche offerti.

Le polpette che faceva mia nonna erano mitiche.

Piccole tenere e fragranti; carne di manzo, pane raffermo, formaggio di pecora sale prezzemolo e litri di olio extra messo a cuocere sulla "sarmenta", che sono i rami delle viti della potatura, e rami di olivo.

L'olio non friggeva ma era caldo al punto giusto, non faceva fumo ma profumo, e le polpette non rotolavano, galleggiavanosoffriggendo dolcemente.

Mia nonna non gettava le polpettine nella pentola, ma le adagiava una per una qusi scottandosi le dita con l'olio bollente. Le raccoglieva adagiandole sulla carta per farne assorbire l'olio, noi bambini aspettavamo quel momento e con le nostre mani rubavamole le polpette "..ci tà criati" imprecazione che vuol dire "chi vi ha creati".

Tavolata immensa, dalle dodici alle quindici persone. Non si incominciava se mio nonno non si sedeva a tavola. Si toglieva il cinturone con la pistola, si toglieva il beretto e si iniziava, o meglio lui iniziava seguito dal resto della Famiglia. Fave e cicorie, involtini di cavallo, maccheroni, orecchiette, zuppa di fagioli, polpette, spezzatini e pesce della vicina Porto Cesareo.
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